domenica 5 febbraio 2012

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Approfondimenti

INPS : NEWS

01/08/2006
Accertamento dei redditi prodotti all’estero
L’Inps ha avviato l’operazione per l’accertamento dei redditi 2004/2005 per i pensionati residenti all’estero e titolari di prestazioni collegate al reddito. La procedura prevede la trasmissione agli interessati di una lettera contenente la richiesta dei redditi (modello RED/EST 2004 2005), i moduli su cui attestare i dati reddituali e le istruzioni per la produzione della certificazione e per la compilazione dei moduli, per la quale i pensionati potranno avvalersi dell’assistenza degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge. I modelli compilati devono essere presentati, entro 60 giorni dalla data di ricevimento, agli Enti di Patronato o ai Consolati d’Italia, che provvederanno ad inoltrarli per via telematica all’Inps. Nel caso risultasse difficoltoso inoltrare la dichiarazione a tali uffici, è possibile spedire la documentazione direttamente alla sede Inps che ha in carico la pensione, allegando la fotocopia di un documento di riconoscimento valido: dal momento che tale modalità richiede una procedura di acquisizione e valutazione dei dati più elaborata, si raccomanda il rispetto della scadenza di consegna. Se il pensionato ha trasferito la propria residenza in Italia, dovrà comunicare la data del rientro e restituire la modulistica alla sede di residenza, senza fornire altri dati: l’accertamento reddituale sarà effettuato con le modalità previste per la generalità dei pensionati residenti in Italia. (Circolare 91 del 26 luglio 2006)
 
 
CIV: approvata I nota di variazione al bilancio 2006 Inps
 
"Lo stato di salute dell’Inps è più che soddisfacente, e lo confermano i dati della prima nota di variazione al bilancio del 2006". E’ quanto afferma il Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Franco Lotito al termine dei lavori del Consiglio che ha approvato questo importante documento.
I dati parlano chiaro. Nei primi 4 mesi dell’anno, l’avanzo complessivo è cresciuto di 287 milioni di euro, passando dai 2.148 milioni della previsione originaria, all’attuale previsione di un attivo a fine anno di 2.435 milioni; mentre la situazione patrimoniale registra un incremento di 668 milioni, portando il risultato netto di esercizio dai 25.116 milioni di euro delle previsioni originarie a quota 25.784 milioni delle previsioni attuali. Il merito di questo risultato è dell’incremento del gettito contributivo dovuto alla crescita delle retribuzioni, e del forte recupero di efficienza della spesa.
In questo contesto positivo è tuttavia giusto segnalare che sono cresciuti anche i trasferimenti dello Stato, che sono passati dai 72.685 milioni di euro delle previsioni originarie, ad una previsione di 74.929 milioni, con un incremento di 2.244 milioni. La ragione di questa crescita non è da ricercare nell’andamento della spesa previdenziale in senso stretto, che resta in equilibrio, bensì nella crescita degli impegni di natura assistenziale.

Per quanto riguarda le prospettive di breve-medio termine, il miglioramento delle prestazioni e la lotta al lavoro nero e sommerso restano le priorità di fondo su cui l’Istituto deve continuare a muoversi. Basti dire – tanto per fare un esempio - che il tempo medio per ottenere la liquidazione della pensione è stato ridotto ad un mese. Questo traguardo è importante, ma non basta. L’obiettivo resta quello della continuità tra l’ultimo stipendio e la prima pensione.
Ancora più eclatanti sono i risultati che maturano sul terreno del contrasto al lavoro nero ed alle forme di illegalità contributiva. Nei primi 6 mesi dell’anno gli ispettori dell’Inps hanno scovato 42.712 aziende in posizione irregolare; 594 milioni di euro di contribuzioni evase, 10.898 aziende completamente in nero; 29.645 lavoratori del tutto sconosciuti all’Istituto, di cui 20.000 circa non iscritti a libro paga e 6.166 extracomunitari.
Si tratta di dati impressionanti che dicono molto sulla strada che deve essere ancora percorsa per dare scacco matto alla cultura ed alla pratica della illegalità, ma dicono pure delle molte cose che un grande istituto come l’Inps può fare per il Paese.


Accertamenti sanitari invalidità civile
 
Nel caso in cui dalle revisioni sanitarie effettuate dalle ASL e dalle commissioni di verifica del ministero dell’Economia e delle Finanze nei confronti di soggetti ultra sessantacinquenni titolari di prestazioni sostitutive di invalidità civile (pensione sociale e assegno sociale), risulti una riduzione del grado di invalidità, da totale a parziale o, comunque, la mancata conferma dei requisiti sanitari che hanno dato luogo alla prestazione di invalidità, i pensionati conservano comunque il diritto a tali prestazioni sostitutive. Infatti, il compimento del 65° anno da parte dell’assistito segna una linea di “confine”. Il raggiungimento dell’età cristallizza la situazione in essere a quel momento: cessa la titolarità della prestazione di invalidità civile e si fruisce dell’assegno sociale senza che da parte dell’Inps si possa rimettere in discussione la permanenza del requisito sanitario anche per il futuro.
Gli accertamenti sanitari, invece, sono rilevanti in caso di verifica del diritto all’indennità di accompagnamento e alle prestazioni di carattere socio sanitario non economiche.