venerdì 30 luglio 2010

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Lavori Pubblici

L' anas chiude i cantieri per mancanza di fondi

23/06/2006
Il Cda dell'Anas ha dato mandato al presidente Vincenzo Pozzi per avviare le azioni per la 'sospensione dei cantieri'. "Le responsabilita' della chiusura dei cantieri sono dovute al mancato trasferimento dei fondi promessi". Cosi' replica l'Anas alle dichiarazione del presidente di Legambiente "sulla cattiva utilizzazione dei fondi pubblici nella progettazione, appalto, cantierizzazione e costruzione di nuove opere stradali". La chiusura potra' partire gia' da luglio, mese nel quale "non si potra' procedere ad ulteriori pagamenti".  Lo rende noto un comunicato dell'Anas.

La societa' precisa che "l'eventuale decisione di chiudere i cantieri nasce dalle leggi civili e penali che prevedono precise responsabilita' in capo agli amministratori". "L'Anas" - si legge nella nota - "ha valutato sconcertante la dichiarazione dell'onorevole Della Seta, presidente di Legambiente. Evidentemente - continua la nota - Della Seta ignora che in soli quattro anni l'Anas ha aperto al traffico 952 chilometri di nuove strade o di tratti ammodernati; ha realizzato un volume di investimenti pari a 18,2 miliardi di euro di appalti affidati e a 17,4 miliardi di euro di lavori aggiudicati a gara; ha aperto cantieri, tuttora in attivita', per un controvalore di circa 12 miliardi di euro. Cosi' come ignora - aggiunge l'Anas - che i conti Anas sono controllati in modo analitico dalla Corte dei Conti e da molti altri organismi dello Stato, oltre che dal collegio dei sindaci, e sono certificati da primarie societa' indipendenti di revisione contabile".  Intanto il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha ribadito che "per non fermare i cantieri di Anas e Ferrovie servono oltre 11 miliardi solo per le esigenze di cassa nel 2006".