Fisco
Padoa Schioppa, allarme conti pubblici
"Stiamo peggio che nel 1992". Ancora una volta il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, lancia l'allarme sui conti pubblici facendo riferimento ai primi Anni 90. Nella sua prima audizione di fronte alle Commissioni riunite di Camera e Senato afferma: "Ho detto varie volte che la situazione in cui ci troviamo ricorda quella dei primi anni Novanta, e per alcuni aspetti è più grave rispetto a quella del 1992. E' un'affermazione che ripeto e che confermo". All'epoca, ha ricordato il ministro "il saldo primario era di 1,8% rispetto al Pil, nel 2005 allo 0,5%. Il rapporto debito/pil nel 1992 era più basso (1,5-1,7%) di quanto fosse alla fine del 2005". Si tratta - per il Ministro - di due indicatori "strettamente collegati: non si mette in una china discendente il rapporto debito/pil se non c'e' un forte saldo primario. Il resto del saldo dei conti pubblici dipende dall'andamento dei tassi".
Ma per il ministro le misure che il Governo intende adottare nella manovra bis non saranno una tantum, ma avranno "efficacia per un anno o due". "La parola chiave è strutturale", ed aggiunge "non sono ostile alle una tantum ma se il problema è strutturale, la soluzione deve essere strutturale".
La "correzione strutturale" dei conti pubblici deve essere "di almeno 1,6 punti percentuali del Pil nel periodo 2006-2007 di cui almeno la metà nel 2006; 0,5 punti per gli anni successivi".
"Agiremo con equità e per correggere la precarietà e la sofferenza sociale" continua il ministro. Le prospettive congiunturali dell'economia italiana sono "ora favorevoli", la fiducia dei consumatori e delle imprese "sono in ripresa forte" ma, ha sottolineato il Ministro, i segnali di crescita non sono ancora pienamente positivi. Per il Governo, resta fondamentale far calare il debito rispetto al Pil.
La "correzione strutturale" dei conti pubblici deve essere "di almeno 1,6 punti percentuali del Pil nel periodo 2006-2007 di cui almeno la metà nel 2006; 0,5 punti per gli anni successivi".
"Agiremo con equità e per correggere la precarietà e la sofferenza sociale" continua il ministro. Le prospettive congiunturali dell'economia italiana sono "ora favorevoli", la fiducia dei consumatori e delle imprese "sono in ripresa forte" ma, ha sottolineato il Ministro, i segnali di crescita non sono ancora pienamente positivi. Per il Governo, resta fondamentale far calare il debito rispetto al Pil.
"E' assolutamente indispensabile - dice il ministro - arrivare a condizioni di saldo dei conti pubblici che metta il rapporto debito/pil in una china discendente". Padoa Schioppa ha precisato che per far calare il rapporto debito/pil, è importante che l'avanzo primario torni a crescere.
Quanto al taglio del cuneo fiscale, "è una misura complessa e non si può fare da un mese all'altro. Pertanto entrerà nella Finanziaria".
Quanto al taglio del cuneo fiscale, "è una misura complessa e non si può fare da un mese all'altro. Pertanto entrerà nella Finanziaria".