lunedì 6 febbraio 2012

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Maturita'

Maturita' in riforma, cambiera' anche il voto

03/08/2006

 


Ritorna l'ammissione e cambiano le commissioni dei prossimi esami di Stato. Queste le novità più importanti che il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha illustrato ai sindacati e che venerdì presenterà al Consiglio dei ministri per l'approvazione da parte del Governo. Cambia, quindi, quasi certamente la maturità per i circa 480 mila studenti italiani che dovranno affrontarla l'anno prossimo. La maturità dovrà diventare un esame più autorevole. Inevitabilmente un po’ più selettivo.

L'ammissione agli esami. Dopo sei anni, se lo schema proposto da Fioroni diventerà legge, ritorna l'ammissione agli esami di stato abolita di fatto dalla riforma Berlinguer del 1999. Sarà il Consiglio di classe, come avviene per tutte le deliberazioni riguardanti gli aspetti didattici, a stabilire se uno studente possiede la preparazione sufficiente per sostenere l'esame di maturità. E sarà negato l'accesso alla maturità a tutti coloro che non avranno superato il debito formativo relativo alle discipline del penultimo anno di corso. Se un ragazzo, per fare un esempio, non ha colmato il debito di Matematica o Latino relativo agli argomenti del quarto anno, non potrà presentarsi davanti alla commissione giudicatrice.

E, se c'era qualche dubbio sull'opportunità di mettere mano a una riforma,  una visita ad una delle scuole dove era in corso l'esame lo ha sciolto definitivamente.  E lì Fioroni fissa un primo punto: basta con un presidente per scuola, visto che non deve fare il notaio ma controllare, candidato per candidato, che l'esame sia regolare, insomma abbia più dignità. Il resto è venuto da sé, seguendo la stessa logica: commissioni composte da docenti interni ed esterni, come avveniva prima della riforma Moratti, scrutinio di ammissione come era in uso prima di Berlinguer e tante altre cose. Il disegno di legge andrà in Senato. È la strada meno agevole. Ma il ministro conta su un'apertura di dialogo mostrata da alcuni settori dell'opposizione.