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Sale in media l'Ici nei Comuni italiani
E' passata dai 189,77 euro del 2005 ai 192,89 euro del 2006 in media l'Ici nei Comuni italiani. I dati emergono da un'indagine della Uil riferita a 104 città capoluogo di Provincia, e si riferiscono alle case accatastate in A/2 (abitazione civile) di 80 metri quadri. Se si tiene conto anche delle case delle stesse dimensioni nella categoria A/3(abitazione economica e popolare) l'Ici scende in media a 142,07 euro. Un dato che però tiene conto di situazioni molto diverse: si va dai 468,50 euro di Bologna e dai 441,42 di Roma ai 39,47 di Cagliari e ai 19,90 di Reggio Calabria.
A unificare tutte le situazioni, però, sottolinea il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, c'è sicuramente "il taglio degli stanziamenti operato negli ultimi anni dallo Stato alla periferia", che ha lasciato gli enti locali "a corto di risorse", costringendoli in qualche modo a rivalersi sulle imposte locali, a cominciare dall'Ici, che rappresenta la più grande fonte di finanziamento dei Comuni, "il 46% delle entrate tributarie locali".
L'aliquota media applicata quest'anno per l'abitazione principale è del 5,10 per mille, mentre l'aliquota ordinaria è del 6,66 per mille; nel 2005 erano rispettivamente al 5,07 per mille e 6,60 per mille. Si conferma dunque la tendenza graduale, negli anni, a spostarsi verso le aliquote più alte.
nel 2006 sei città hanno aumentato l'aliquota per la prima casa : Genova (+0,2 per mille); Ascoli (+0,45); Pesaro (+1,20); Arezzo (+0,10); Caserta (+1,50); Catania (+1,10).